La teoria delle reti non è un’approccio nuovo nell’analisi aziendale ed economica. Oltre alle sue applicazioni in ambito di organizzazione aziendale per mappare la rete delle relazioni interne ad un’azienda, è stata applicata nell’analisi delle relazioni tra aziende. In particolare, i metodi della network analysis sono stati oggetto di diversi studi sulle partecipazioni azionarie incrociate tra multinazionali. A riguardo, nel 2012 è  stato pubblicato lo studio dal titolo “The Network of Global Corporate Control” condotto da tre ricercatori (Stefania Vitali, Stefano Battiston e James Glattfelder) dell’ETH, il Politecnico federale di Zurigo, una delle migliori università del mondo, cui sono legati una ventina di premi Nobel.

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Lo studio ha per argomento proprio la rete delle multinazionali (i soggetti più importanti dell’economia odierna) che hanno influenza sulla competizione nel mercato globale e sulla stabilità finanziaria. Ed è il primo studio che ha esaminato sia l’architettura delle proprietà internazionali di tale rete, sia il controllo potenziale di ciascuna multinazionale: ossia l’effettiva influenza degli azionisti nella strategia economica. La conclusione dello studio è che tra i milioni e milioni di aziende presenti nel mondo, esiste un piccolo gruppo formato da circa 1300 società che controlla circa la meta’ di tutte le multinazionali, e la cui proprietà resta nel gruppo stesso, attraverso intricati meccanismi di partecipazione reciproca. Non basta: 147 super-multinazionali sarebbero potenzialmente in grado di controllare circa il 40% di tutta la finanza mondiale.

Lo studio  si basa sull’analisi della topologia della rete delle partecipazioni aziendali e ha i suoi fondamenti nella scienza dei sistemi complessi, una disciplina in cui collaborano fisica, matematica, statistica ed economia.

Leggi l’intero articolo, pubblicato dalla rivista scientifica PlosOne: The Network of Global Corporate Control

The Network of Global Corporate Control